storia

Samatzai: presentazione

Il paese (Provincia di Sud Sardegna - CAP 09020 - Codice ISTAT 092053) è situato a 36 km dal capoluogo.

 

- Abitanti: 1.733 (4907° Comune in Italia per popolazione)

- Superficie: kmq 31,33   (2910° Comune in Italia per estensione territoriale)

- Altitudine: 162 metri sul livello del mare

 

Il paese è posto al confine tra Campidano e Trexenta per cui il suo aspetto orografico varia dalla pianura, estesa principalmente verso sud-ovest, alle colline che si innalzano a nord est. Il territorio comunale confina a Nord con i comuni di Guasila e Pimentel, a Est con Barrali e Donori, a Ovest con Serrenti, a Sud con Nuraminis e Ussana.

 

Non ci sono notizie precise per quanto riguarda la nascita dell’insediamento abitativo di Samatzai. Anche il significato del toponimo rimane avvolto nel mistero. Ritrovamenti prenuragici e nuragici, all'interno del centro abitato, posto in lieve altura rispetto al territorio e con la presenza di numerosi corsi d’acqua nelle vicinanze, indicano una continuità abitativa almeno dal Neolitico. Alcune stele puniche ritrovate sempre in zona segnalano la possibile permanenza dell’abitato anche in questo periodo. Esso non è comunque da intendere strutturato come in epoca odierna, ma formato da piccole cellule urbane indipendenti fra loro. Non si trattava dunque di una unica comunità, ma di diversi gruppi di abitanti.

 

Durante l’epoca romana prima e medievale poi sorsero alcuni villaggi lontano dal nucleo abitativo odierno, sparsi per tutto il territorio e di cui la toponomastica ricorda i nomi: Oliri al confine con Guasila a Nord, Tradori al confine con Ussana a Sud. Il toponimo Bidda Mendula potrebbe indicare l’esistenza di un’antica “villa rustica” di epoca romana, cioè di un’azienda agraria a conduzione familiare. L’esistenza di un villaggio nella stessa località è poi documentato dai numerosi reperti di epoca romana tarda e dalla presenza di una necropoli. In epoca giudicale (IX-XIII secolo) il territorio fa parte della Curatoria di Nuraminis, all'interno del Regno di Calari. Alla fine del Medioevo troviamo tutti questi villaggi ormai spopolati e con i loro abitanti trasferiti negli abitati più grandi e quindi anche a Samatzai. La conquista spagnola dell’Isola non ha  grossi effetti sull'urbanistica dei piccoli centri, limitandosi ad apporti linguistici e naturalmente artistici, come testimoniano gli elementi superstiti  del gotico catalano-aragonese nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Il paesaggio urbano formato prevalentemente da basse case in ladiri, vede l’apparire in epoca moderna di strutture più imponenti, segno del passaggio dei poteri forti nella comunità: si tratta del cinquecentesco palazzo baronale che fu prima dei nobili catalani Cervellon e poi dei marchesi d’Arcais in epoca piemontese, e il Monte Granatico  costruito nel 1761. Ad esso si uniscono i palazzetti costruiti dalle famiglie più abbienti in epoca più recente.

 

Dopo l’Unità d’Italia il paese fu interessato da una serie di interventi volti alla costruzione di opere pubbliche che avrebbero migliorato notevolmente la vita della comunità: venne sistemata la viabilità interna ed esterna, furono costruiti il caseggiato comunale e la scuola elementare,  e si presero altri utili provvedimenti di natura igienico-sanitaria. Gli abitanti di Samatzai partecipano in prima persona ai grandi avvenimenti del Novecento, molti di loro partono per le Guerre Coloniali e la Prima Guerra Mondiale vede 124 samatzesi partecipare al conflitto, di cui 38 non fecero più ritorno. Anche il paese di Samatzai partecipa attivamente alle iniziative del Regime Fascista e numerosi uomini partecipano al Secondo Conflitto Mondiale. 13 sono i Samatzesi caduti in questa guerra.

Con la caduta del fascismo, la fine della Guerra e la proclamazione della Repubblica Italiana il paese entra nella sua storia più recente partecipando, anche se in maniera limitata,  del boom economico degli anni ’50 e ’60. L’economia è ancora prevalentemente agro-pastorale quando viene installato in territorio samatzese il nuovo impianto Italcementi, che assieme alla già esistente Calcidrata offre all'inizio degli anni Settanta nuove opportunità di lavoro condizionando dal  quel momento in poi la vita economica e sociale del paese fino ai giorni nostri. Il  resto è storia recente.

Preistoria ed Età Nuragica


Evo Antico


Medioevo


Età moderna e contemporanea


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